Maternità e senso di colpa: una prospettiva evolutiva

Spesso le donne che diventano madri vivono il senso di colpa come qualcosa di così intenso e pervasivo da credere che si tratti di qualcosa di naturale ed inevitabile. 

In qualche modo lo è ed in questo video vorrei offrirti una spiegazione biologica ed evolutiva del perché il senso di colpa è così correlato all’esperienza della maternità. 

Lo scopo non è rassegnarsi, ma conoscere meglio questo fenomeno per meglio riconoscerlo e per poterlo affrontare in maniera consapevole. 

Da un punto di vista biologico, gli esseri umani vengono definiti “allevatori collaborativi”. Più che in qualsiasi altra specie vivente, infatti, i nostri “cuccioli”, i nostri bambini non vengono accuditi solo dalla madre, ma anche da altre figure di riferimento come il padre, i nonni, i fratelli più grandi, amici, gli educatori del nido e poi della scuola.

Ciononostante diversi studi hanno dimostrato che è la madre ad investire di più sul bambino (Campbell, 2002 – Sear and Mace, 2008 – da non dire in video ma lo possiamo mettere in descrizione) anche se, nel tempo riesce, in maniera adattiva, a regolare questo impegno, diminuendolo o aumentandolo a seconda delle situazioni, ridirigendo l’attenzione del bambino verso altre figure familiari e non, favorendo così la sua crescita e la sua autonomia. 

Il senso di colpa è legato proprio a questo ruolo fondamentale che la madre riveste nella cura dei figli, soprattutto nelle prime fasi di vita. 

Per definizione, la colpa è connessa alla preoccupazione che si possa fare qualcosa di sbagliato a danno degli altri. L’empatia è il prerequisito della colpa. Non esiste colpa senza empatia, e non esiste empatia che non ci porti prima o poi a sentirci in colpa. 

E ci sono varie prove scientifiche che le donne sperimentino livelli più elevati di empatia e colpa rispetto agli uomini (Hoffman, 2000; Kochanska et al., 2002; Korabik and McElwain, 2005; Preston and de Waal, 2002; Silfver and Helkama, 2007)

Proprio per questo si è visto che da un punto di vista evolutivo la colpa che prova spesso la madre è un elemento fondamentale per inibire atteggiamenti aggressivi, impulsivi o negligenti nei confronti dei figli. 

Il fatto di preoccuparsi che al proprio figlio possa succedere qualcosa, fa sì che la madre metta in atto tutto ciò che è necessario alla protezione del bambino, soprattutto nella fase iniziale in cui il bambino non è indipendente e non è in grado di provvedere a se stesso se non attraverso la madre. 

Anche i bambini hanno una sorta di dispositivo interno, naturale che consente loro di mettere in atto tutti i comportamenti in grado di attirare l’attenzione della madre e sollecitarla così a dargli le cure di cui ha bisogno. 

Basti pensare al pianto dei neonati, è un comportamento innato, che il bambino usa sin dai primi giorni per richiamare l’attenzione della madre su di sé e sui propri bisogni. 

In conclusione, la colpa è qualcosa di strettamente collegato all’esperienza di maternità, e in qualche modo utile al benessere e alla protezione dei figli. 

Prenderne consapevolezza è un passo fondamentale per poterlo affrontare con maggiore serenità. 

Il fatto che sia un processo naturale, infatti, non toglie che sia un’esperienza che ci fa soffrire e che in molti casi ci porta a prendere decisione che vanno sia a nostro svantaggio che a svantaggio dei nostri figli. 

Avevi mai pensato al senso di colpa come qualcosa di naturale nella tua esperienza di madre? 

Rispondi nei commenti o raccontaci la tua esperienza scrivendo a info@mefirstacademy.com 

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