A come autostima

«L’Autostima è la distanza tra Il sé percepito e il sé ideale»

William james

Che cos’è l’autostima

L’Autostima è un processo dinamico e mutevole riguardante il grado di fiducia che riponiamo nelle nostre capacità e possibilità, inevitabilmente influenzato dalle esperienze che viviamo e dalla relazione con le altre persone e con la realtà. 

Esiste, infatti, una relazione circolare interdipendente tra il valore che attribuiamo a noi stessi, l’opinione di noi che gli altri ci rimandano e il senso di appartenenza al mondo in cui viviamo. 

Sta di fatto che è il nostro senso di autostima a determinare il modo in cui pensiamo, ci comportiamo e compiamo le scelte importanti della vita. 

Maggiore è la distanza tra la persona che sentiamo di essere e la persona che vorremmo essere, maggiore è il senso di frustrazione, più bassa è l’Autostima.

La nostra Autostima deriva da diversi fattori, di natura: 

  • cognitiva: il bagaglio di conoscenze in nostro possesso
  • affettiva: le nostre competenze emotive
  • sociale: le influenze del contesto socio-culturale a cui apparteniamo, ma anche le abilità comunicative e relazionali che mettiamo in campo all’interno del nostro gruppo di appartenenza.

Il tempio dell’autostima

Possiamo immaginare l’Autostima come un tempio rappresentativo della nostra persona, dotato di fondamenta, di pilastri portanti che lo sorreggono, di una forma strutturale precisa, di un mix di materiali che lo compongono.  

Poiché l’autostima è un processo in costante evoluzione, soggetto ai continui aggiustamenti dell’esperienza, ciascuno di noi può definirsi l’ingegnere del proprio edificio-persona. Assiduamente, anche senza rendercene conto, valutiamo il nostro edificio autostima: la sua solidità, la sua bellezza, la sua resistenza, il livello di armonia, il senso di solidità e maestosità che trasmette. 

Ci piace? Rappresenta la persona che vorremmo essere? Saprà reggere ai terremoti della vita? Saprà tollerare gli assestamenti che ne conseguiranno? Queste sono solo alcune delle domande che ciclicamente facciamo a noi stessi in riferimento alla persona che sentiamo di essere, alle risorse che ci sembra di possedere, al valore che ci attribuiamo, alla fiducia che riponiamo nelle nostre possibilità, ai sentimenti che proviamo, al cammino che ci separa dalla persona che desideriamo diventare. 

E dopo esserci posti le domande, proviamo a risponderci.

La valutazione globale che facciamo del nostro tempio-persona si chiama Autostima Globale e si basa su un’autovalutazione integrata di tutte le componenti della nostra personalità (cognitiva, emotiva, relazionale): è la sensazione di contare, di avere valore, di meritare stima ed attenzione, o, al contrario, di non meritare amore, tempo, stima ed attenzione perché non si vale. 

Nessuno nasce con un’autostima alta o bassa, né possiamo pensare di perseguirla volontariamente, decidendo “a tavolino” chi vogliamo essere. L’autostima è un effetto delle sfide che saremo in grado di superare nella vita, delle risorse che sapremo sfoderare di fronte alle difficoltà per poterle superare, degli ostacoli che sapremo cavalcare trasformandoli in opportunità di miglioramento e sviluppo della nostra resilienza.

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I pilastri dell’autostima

Il tempio autostima è sorretto da quattro colonne portanti, denominate Autostime Specifiche. Queste sono rappresentative del grado di soddisfazione che percepiamo in ogni area della nostra vita e riguardano: la famiglia, il lavoro (o la scuola), le relazioni, la percezione corporea (che include sport e immagine corporea). 

Il pilastro Famiglia riflette i vissuti che proviamo come membro della nostra famiglia: quanto più percepiamo di aggiungere valore al suo interno, e quanto più ci sentiamo apprezzati, riconosciuti e amati dai nostri familiari, tanto maggiore sarà l’autostima in questo ambito. 

Il pilastro Relazioni riguarda la percezione che abbiamo di noi stessi come amico di altri: più spesso saremo ricercati, corteggiati, rispettati, considerati e seguiti come modello, più probabilmente questo ambito di vita sarà appagante. 

Per essere soddisfatti in ambito Lavorativo o Scolastico è necessario che il valore attribuito a noi stessi come professionisti o studenti rispetti i nostri standard di successo. 

La Percezione corporea è, invece, la “qualità emergente” tra schema corporeo e immagine corporea, poiché riguarda la percezione del nostro corpo come bello, in salute e ben funzionante; la solidità di questo pilastro dell’autostima dipende pertanto dalla nostra capacità di accettare e valorizzare al meglio il nostro corpo e, al contempo, di condurre uno stile di vita che lo mantenga sano e “meccanicamente” impeccabile.

Abbiamo tante autostime specifiche quante sono le aree in cui ci cimentiamo e ogni autostima specifica può essere a sua volta suddivisa in ulteriori livelli di specificità (ad esempio, nelle amicizie possiamo rilevare un grado di soddisfazione diverso nella relazione con amici diversi). 

Poiché l’autostima è definita come la distanza tra la persona che sentiamo di essere e la persona che vorremmo essere, possiamo facilmente misurare il grado di autostima specifica corrispondente ad ogni area della vita, chiedendoci: “quanto somiglio alla persona che vorrei essere? Quanto valore mi viene riconosciuto? Quanto sono efficace nel ruolo che ricopro? Quanta fiducia ripongono in me le altre persone?

Quanto è lungo in questo ambito di vita, il cammino che mi conduce alla versione migliore di me?

Ma il pilastro più importante del tempio è la Percezione Corporea. 

La percezione corporea

Le ricerche confermano: chi ha una buona relazione col proprio corpo è più soddisfatto e nutre maggiore fiducia nelle proprie possibilità, rispetto a chi è in guerra costante con il corpo che abita e con l’immagine che vede riflessa allo specchio.

Il dibattito è acceso tra due posizioni principali: da una parte, c’è chi ritiene che la sicurezza in se stessi sia il presupposto per potersi prendere cura del proprio aspetto e per interessarsi alla sua salute; dall’altra, c’è chi sostiene che, soltanto prendendosi cura della propria immagine e di un efficace funzionamento corporeo, sia possibile sviluppare una buona autostima. 

Il dato certo è che, di questi tempi, il corpo è sempre più considerato un riflesso della nostra identità; la percezione che abbiamo di noi stessi e che gli altri hanno di noi è veicolata da ciò che la nostra Immagine Corporea comunica, ovvero dal suo racconto della persona che siamo e del tipo di vita che conduciamo. 

Il corpo, infatti, racchiude un insieme di significati ed esperienze che riguardano i nostri vissuti percettivi, emotivi e sociali, passati e presenti: tutta la nostra storia è raccontata dal nostro corpo, che ci piaccia o no.

La Percezione Corporea è tanto importante perché:

  • è l’unico aspetto che (salvo eccezioni) dipende da noi al cento per cento; 
  • è il nostro “biglietto da visita” più spietato nel mondo; 
  • influenza notevolmente sia il concetto che abbiamo di noi stessi, ovvero le caratteristiche che sentiamo di possedere/non possedere, sia l’Autostima, ovvero il valore che ci attribuiamo, per il fatto di possedere/non possedere tali caratteristiche. 

Per poter trovare gradevole il nostro corpo, è fondamentale “saper fare i conti” con gli stereotipi proposti dalla nostra famiglia di origine, dal gruppo dei pari ai tempi dell’adolescenza e dai modelli socio-culturali attuali. Non saper gestire il confronto con determinati parametri di forma, bellezza e comunicazione può rischiare di far accrescere la nostra insoddisfazione e di creare frustrazione, specialmente se ci troviamo in un momento di difficoltà. 

Ma sapete qual è l’abilità che accomuna la stragrande maggioranza delle persone che possiedono un’elevata Autostima? Essere sportivi.

Quindi, c’è qualcosa di prioritario che possiamo fare per migliorare la nostra Autostima: muovere il corpo intensamente, consentendogli di superare, ogni giorno, un piccolo limite.

di

Lara Ventisette

Psicologa, psicoterapeuta, coach & Mentore di ME FIRST® Academy

Fondatrice di Psicostyling®

Bibliografia di riferimento

Nathaniel Branden, “I sei pilastri dell’autostima”

Jordan Peterson, “12 regole per la vita. Un antidoto al caos”

Scopri di più sul metodo di coaching che migliora l’autostima

https://cristinadiloreto.ac-page.com/webinarautostima

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